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i monumenti > SS. Guemeo e Matteo
La chiesa romanica è circondata da un grande parco di platani, per tradizione eretta sul luogo dove, così dice la leggenda, furono martirizzati e sepolti i due Martiri, i cui corpi furono ritrovati verso la metà del duecento.
L’antico edificio altomedioevale, originariamente dedicata a San Fedele, doveva essere a pianta centrale polilobata per la sua funzione di mausoleo. Nel 1533 dopo averne invertito l’orientamento, aggiungendo un elegante pronao appoggiato su colonne ed un presbiterio, l’edificio fu intitolato ai due martiri.
L’intervento decorativo di maggior importanza è “la Gloria di Dio Padre e degli Angeli”affrescata nel 1608 da Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino, sulla volta del presbiterio.
Più tarde sono invece le tele alle pareti con il “Giudizio dei SS. Gusmeo e Matteo”, il “Martirio dei Santi” e il “Trasporto delle reliquie”, avvenuto nel 1637 dal centro della chiesa all’altare maggiore per volontà del vescovo Carafino. Completano l’arredamento del presbiterio l’altare in marmi policromi e due tele entrambe con il “Cristo della passione”.
Meritevoli d’attenzione sono anche: la pala secentesca della “Madonna del Rosario con San Domenico e devoti” ed uno stendardo in seta custoditi nella cappella della Vergine del Rosario
A questa chiesa è legata una secolare fiera del bestiame (11-12 settembre) che si portava oltre che via lago, perfino “dagli Svizzeri” attraverso il Passo di S. Jorio.